L’inferno delle alluvioni: sfollati, siccità e terrore in Somalia!

Somalia

La Somalia, l’Etiopia e il Kenya sono finalmente riusciti a liberarsi da uno dei periodi di siccità più lunghi e devastanti della loro storia. Dopo cinque anni di piogre scarse, che hanno causato milioni di sfollati e carestie diffuse, sembrava che la regione stesse finalmente iniziando a riprendersi. Tuttavia, le speranze sono state spazzate via da un nuovo flagello che sta colpendo la regione in modo devastante: le alluvioni.

Secondo le stime delle organizzazioni umanitarie, 3,1 milioni di persone si trovano in difficoltà estrema a causa delle inondazioni. Di questi, 1,7 milioni sono solo in Somalia. Le cifre parlano chiaro: 1,5 milioni di ettari di terreno sommersi a causa delle piogge eccezionali e 53 vittime confermate.

Questo clima estremo ha colpito duramente l’intera Somalia, compresa la capitale Mogadiscio. Il Primo Ministro Hamza Abdi Barre ha promesso aiuti e ha fatto un appello per il sostegno internazionale durante una visita nella regione di Ghedo. Ha promesso barche per l’evacuazione delle persone, ma l’emergenza è così grave che serve un aiuto ancora maggiore.

Una delle città più colpite è Beledweyne, dove il fiume Shabelle ha rotto gli argini, distruggendo abitazioni e costringendo migliaia di persone a cercare rifugio su terreni più alti vicino al confine con l’Etiopia. Circa il 90% della popolazione della città, pari a circa 250.000 persone, ha lasciato le proprie case.

Ma la tragedia colpisce soprattutto i profughi che si sono rifugiati nel campo di Kutiimo. Hakima Mohamud Hareed, madre di quattro figli di cui uno disabile, racconta la loro lotta costante alla ricerca di un rifugio. Hakima si è trasferita recentemente a Beledweyne, fuggendo dagli scontri tra il gruppo jihadista al-Shabab e le forze governative somale. “Abbiamo lasciato la nostra casa in cerca di sicurezza e stabilità, ma ora ci troviamo a dover affrontare un’altra calamità”, dice con disperazione.

Le inondazioni hanno distrutto la loro piccola tenda, spazzando via tutto ciò che avevano. Ora, l’unica cosa che hanno è la vita stessa. Le condizioni meteo estreme sono state attribuite al fenomeno climatico El Nino, che si è formato in anticipo rispetto al solito nell’Oceano Pacifico quest’estate. El Nino ha un impatto significativo sulle pressioni atmosferiche e sui modelli meteorologici globali, aumentando il rischio di eventi meteorologici estremi, come le precipitazioni fuori dall’ordinario.

Molte aree della Somalia e delle nazioni confinanti, come il Kenya e l’Etiopia, stanno ancora subendo piogge torrenziali, e il bilancio delle vittime continua ad aumentare. Almeno 130 persone hanno perso la vita nei tre paesi. Il progetto Somali Water and Land Information Management, sostenuto dalle Nazioni Unite, ha lanciato l’allarme, definendo queste alluvioni un evento statistico che si verifica in media solo una volta ogni cent’anni. La situazione è disperata e richiede una risposta urgente da parte dell’intera comunità internazionale. Le vite di milioni di persone sono in pericolo e solo un aiuto immediato può evitare una nuova tragedia umanitaria.

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